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Il ragazzo che fuggiva dai sogni

IL RAGAZZO CHE FUGGIVA DAI SOGNI

di

Giulio Piras

(Poetry Phases)

 

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Il ragazzo che fuggiva dai sogni – G. Piras

Piccola ma densa silloge poetica che ci trasporta in un viaggio, materiale ed interiore, di un giovane scottato dall’amore che tuttavia non riesce a smettere di inseguire la Felicità nonostante il dolore e la delusione.

La raccolta è divisa in quattro sezioni, ognuna delle quali raccoglie momenti o fasi diverse della vita dell’autore\protagonista: la fanciullezza sincera e a tratti inconsapevole, che si sorprende del Bello; un presente denso di considerazioni, spesso amare, e ricordi; un viaggio nel Dolore della mancanza e della perdita dell’Amore per giungere infine alla riappacificazione con sé stesso e con l’Amore.

In un viaggio intorno al mondo vediamo il territorio italiano, il Giappone e il Nord Europa; costante la presenza dell’acqua come elemento (metafora di purezza o purificazione?), prevalgono infatti paesaggi marini nella duplice natura bellissima o terribile: tanto luminosi da essere quasi abbacinanti o tetri e oscuri, a seconda dei casi.

Forte la metafora del mare come specchio dell’amore, della vita e della condizione umana e la metafora del viaggiatore\navigante, che in questo mare, a volte sereno altre irrequieto,  affronta un viaggio spesso estenuante e pericoloso di cui però non può fare a meno, spinto  da una tensione costante verso nuovi orizzonti.

Fil rouge della silloge una misteriosa fanciulla dai capelli rossi, incarnazione dell’Amore, che appare solo a tratti ma la cui presenza aleggia in ogni testo.

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Book Phases – poetry phases

L’autore ci guida in questo viaggio avvalendosi di due voci narranti: una più istintiva, forse illusa e ancora immatura, che si esprime in poesia; l’altra più immediata, priva degli imbelletti retorici presenti dei versi, a tratti cinica, che si esprime in prosa.

Accanto a ciò notevole importanza riveste la musica, che non solo accompagna il lettore nei testi, come un balsamo capace di lenire il dolore o esaltare la gioia, ma di cui l’autore ci dà precise indicazioni durante il percorso, suggerendoci il brano da ascoltare durante la lettura senza tuttavia risultare invadente.

I componimenti sono scritti esclusivamente in versi liberi di lunghezza variabile e raramente molto lunghi, scelta che rende la lettura immediata. Il ritmo spezzato, a tratti incalzante, comunica efficacemente un senso di attesa spesso sfibrante che tuttavia non riesce a piegare del tutto l’autore: vi sono momenti di smarrimento, di riflessione amara e disillusione ma la voce narrante non cede al dolore e non si trasforma in cinismo stanco e annichilente come ci si potrebbe aspettare.

Il linguaggio si rifà ai grandi del passato, il lessico e la struttura dal sapore antico ci trasportano in una dimensione epifanica, forse perdendo un poco quell’immediatezza insita nella struttura metrica, ma senza appesantire la lettura.

Sotto alcuni aspetti, specialmente linguistici, l’autore è ancora un poco acerbo ma questo non mina assolutamente la qualità e la godibilità di Il ragazzo che fuggiva dai sogni, che restano molto elevate, specialmente in alcuni componimenti dove la voce genuina e sincera del poeta emoziona e fa riflettere.

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