PD o non PD?

Non vi ho ancora raccontato che lavoro nello stesso palazzo della sede generale del Pd.
Io sono nell’angolo sinistro al piano terra, loro hanno metà dello stabile sul lato frontale.
Si entra per una porticina piccola di legno chiara, che conduce ad un corridoio sempre illuminato, con un pannello a led luminoso con il simbolo più alto di me (scusate la digressione: ma passando li davanti mi e’ venuta in mente all’improvviso la schermata del programma che usavo al recupero crediti e una delle sedi del partito di AN da cercare per fargli pagare la luce) rivestito da un tappeto rosso, e poi…boh!
Io non ci sono mai entrata e nemmeno ci voglio entrare.
A questo punto una piccola premessa e’ d’obbligo. Io sono APOLITICA. Non mi piace essere etichettata come una berlusconiana, come una bersaniana e tanto meno come una grillina. Io non ho un partito di appartenenza perché non c’e’ una sola persona a capo del governo che rispecchia ciò che penso sia un governo degno per il Paese italiano. Quando vado a votare, mi creo veri e propri problemi esistenziali, con travagli interiori, (Destra? Sinistra? Annullo e scarabocchio la scheda?) per poi concludere in….beh il voto e’ segreto!

Detto ciò, potete benissimo immaginare i disagi di persone, come noi commesse, che hanno la responsabilità di un incasso mensile da raggiungere e devono stare attente a mille cose per evitare che il negozio venga letteralmente coperto da camioncini della polizia e furgoncini dei giornalisti, la RAI IN PRIMIS.
Qualche giorno fa, non so quale evento fosse in programma nel PD, o chi dovesse parlare, ma c’era un capannino di giornalisti tutti ammassati davanti a quel portoncino come se fossimo nel parterre di un concerto rock. Tutti a spingere per avvicinare i microfoni a chi non si sa.
Tutti a occupare il passaggio stradale. Allora immaginatevi la scena: il capannino di gente, la strada bloccata, i turisti che dovevano passare (vi ricordate che sto esattamente in mezzo tra piazza di Spagna e fontana di Trevi?), la gente con i propri esercizi pubblici che doveva lavorare. Il delirio. Io non riuscivo nemmeno ad arrivare al bar a prendere i caffè…

Ieri lo stesso identico scenario. C’era l’assemblea generale e i “grandi capi” stavano proprio tutti li in sede. Noi invece di commesse sembravamo parcheggiatrici. “Signore guardi che dal convento escono con le macchine e questo e’ un pezzetto di strada pubblica.” La risposta dell’uomo, che poi ho scoperto essere un giornalista, quale è stata? “Devo solo prendere un documento e vado via” E’ rimasto li quasi un’ora. Andava via mentre facevo chiusura. Vi ho detto tutto!
Le difficoltà sono tante con queste persone, troppo spesso anche arroganti e presuntuose. Pretendono di sapere tutto loro e danno per scontato che le
Cose sono dovute senza pensare alle conseguenze. Mi fanno rabbia! Ieri per poco non me lo mangiavo. Il privilegiato. Conosco una sola persona che mi ha sempre detto di essere umile: esempio sempre seguito e infatti i risultati di vedono.

Una soluzione a problemi simili c’ènon di potrebbe portare le sedi di questi partiti lontano dalle strade piccole e difficoltose al traffico? Non si potrebbero integrare tutti da qualche parte in modo tale che quando debbano fare riunioni o pubblici discorsi non si crei disagio alla gente comune che lavora veramente?

Mah….

Ah già! Ho dimenticato un dettaglio: STO IN ITALIA!!!!

VOGLIO TORNÀ BAMBINA!!!!!!

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