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Nessuno – la recensione

Nessuno

La recensione

 

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Nessuno – la recensione – Sara Colangeli

Nessuno è uno spettacolo teatrale che fa riflettere, sognare ed emozionare.

Al termine di Nessuno ti accorgi che il pubblico nel foyer del teatro Tordinona, per le scale e addirittura per strada ne sta ancora parlando. Perché il testo scritto da Massimiliano Bruno non solo lascia il segno, ma è anche generatore di confronti e di dialogo.

Nessuno è un testo scritto nel 2003, ma che con qualche leggera modifica nella storia degli eventi non è mai stato così moderno. La firma di Masimiliano Bruno è presente in due aspetti molto ben definiti: da un lato abbiamo la guerra, devastante, distruttiva, potente; dall’altro abbiamo una moltitudine di personaggi tutta diversa tra loro. L’ambientazione  è futuristica, siamo nella Roma del 2020, un futuro prossimo ma non poi così lontano e forse nemmeno tanto diverso da quello che è la realtà se non fosse per il fatto che il Paese è in guerra.

A fare da colonna sonora a tutto lo spettacolo ci sono le note al pianoforte generate da Sabrina Rotondi.

Siamo in guerra. E così un gruppo di ragazzi, interpretati da Daniele Trombetti, Sara Baccarini, Francesca Romana Biscardi, Alessio D’Amico, Luca Bray, Elena Fiorenza, Lisa Giovannini, Maya Quattrini, Gioele Rotini e Nicolò Mililli, trovano rifugio in una chiesa, per ripararsi dal fuoco dei cecchini e dai bombardamenti che massacrano Roma. All’interno del rifugio nascono ansie e dolori ma riescono a germogliare con ironia rapporti umani amori ed amicizie tutto circondato da un crudo odore di morte. Con loro c’è anche un’ eremita, alias Andrea Di Persio, personaggio chiave della storia e già da tempo confinato in quella struttura abbandonata. Daniele Locci è Libero, il protagonista, nonché narratore della storia, ed è colui che descrive il viaggio disperato alla ricerca della sua compagna, percorrendo le strade della città tra gli orrori e i disastri della guerra con la speranza di riabbracciarla. Nonostante sia già stato portato in scena più volte nel corso del tempo, Daniele Trombetti continua a mostrare una regia fresca ed attuale, oltre ad calcare il palcoscenico nei panni di Lele.

Nessuno è un deciso atto di accusa contro ogni forma di guerra. È la storia di un conflitto a Roma in mezzo ai quartieri disagiati. È una guerra futurista,  ma nemmeno più di tanto visto che il testo in 12 anni non ha mai perso nemmeno un pizzico di contemporaneità. È una guerra di fantasia dove i personaggi increduli si ritrovano senza energia elettrica e senza cibo per mangiare. È uno spettacolo che porta alla riflessione di determinati conflitti e rapporti umani. È una pièce che, come annunciato dal cast a fine spettacolo, tornerà in scena nel 2020 e andrebbe vista da più persone possibili.

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