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Aladin il musical geniale – la recensione

Aladin il musical geniale

La recensione

 

«Chi vive sognando, muore aspettando.»

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Aladin – Il musical geniale

Rimprovera la mamma ad Aladin. Eh già perché in Aladin il musical geniale, il protagonista ha una mamma ed è orfano solo di padre. Questa è solamente la prima di una lunga serie di dettagli, che fanno capire in maniera molto chiara quanto il musical prodotto dalla famiglia Brancaccio, non deve assolutamente essere paragonato al prodotto Disney, cartone o action movie che siano.

Del resto Maurizio Colombi lo aveva detto: “Chi viene a vedere il musical non deve pensare a ciò che già conosce. A me Aladin non è mai piaciuto e ho voluto scrivere qualcosa che mi piacesse di più“. Così il regista è ripartito daccapo nel raccontare la storia del ladruncolo arabo più amato della storia.

ANALOGIE MANTENUTE – Fare dei parallelismi quindi sarebbe sbagliato. Eppure qualche analogia con la Disney c’è, quindi risulta quasi inevitabile. Abbiamo la scimmietta, che si chiama Coco invece di Abu, una dolcissima Raffaella Alterio che si destreggia su quattro arti zompettando e utilizzando vocalizzazioni per parlare con il suo miglior amico Aladin. Abbiamo la struttura dei personaggi fedele all’originale: Jasmine ha il papà Sultano, un divertentissimo Daniele Derogatis; il sultano ha il suo fedele braccio destro Jafar, molto perfido ma comunque rivisitato in chiave comica, che vuole impossessarsi del potere assoluto per governare incontrastato. Anche dal punto di vista della storia sono stati mantenuti i riferimenti standard della trama base.

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Aladin – Il musical geniale

LE DIFFERENZE – Solo che insieme a Jafar, troviamo in Skifus, alias Jonathan Guerrero, un servitore che dovrebbe essere malefico tanto quanto lo era Jago, ma che alla fine risulta buffo e comico al pari di Jafar. Jasmine è accompagnata dall’ancella Aisha, ovvero Gloria Miele, una presenza che accanto a Emanuela Rei è un grande rafforzativo e convince nelle parti in cui lo spettacolo mette di fronte al pubblico le due bellezze. Aladin oltre a Coco ha anche la presenza di Abdul, Renato Crudo, un personaggio probabilmente superficiale che non incide molto né sulla storia né sul musical. Accanto al Genio della Lampada abbiamo il fratello, il Genio dell’Anello. Friscia, la new entry di questo mondo teatrale, porta una ventata di comicità e diverte nelle vesti del genietto pasticcione, legato al fratello Umberto Noto, talmente tanto che a volte lo oscura.

LE SCENOGRAFIE – Mentre da un lato colonna sonora e coreografie deludono, dall’altro il prezzo del biglietto vale da solo le scenografie di tutto lo spettacolo. Impianti realizzati in pochi mesi, due più o meno, si sposano benissimo con le tecnologie multimediali che proiettano lo spettatore nel deserto arabo. Il momento in cui Emanuele Cerchi cade dentro la grotta per recuperare la lampada, mostra proprio tutto il lavoro di scenografia che c’è dietro a questo spettacolo. Le apparizioni e le illusioni dei due Geni sono semplicemente stupefacenti. Bellissimi a tal punto che viene da pensare che anche per questo show siano stati utilizzare delle consulenze con illusionisti, proprio come è stato fatto con Mary Poppins. Un chiaro esempio è la scomparsa dei due prigionieri, Aladin e Abdul, dalle gabbie e l’apparizione di Jasmine e Aisha al loro posto. La multimedialità non è padrona, ma discretamente si appoggia in supporto di quei momenti in cui va narrata la storia, come il preludio, e va catturata l’attenzione dello spettatore.

LO SPETTACOLO – Aladin il musical geniale è stato partorito come un family show. Tutto sommato il musical rispecchia perfettamente quei presupposti, portando a teatro i bambini, ma soprattutto le famiglie intere. Il ritmo delle battute incalzanti degli attori, le musiche, le coreografie ricordano molto una serata in famiglia con mamma e papà. Dei valori che purtroppo nella società odierna si stanno perdendo inesorabilmente. È bello vedere come un teatro talmente grande come il Teatro Brancaccio, sia pieno fino alla seconda galleria di mamme e papà con bambini, che ridono alle battute del copione e seguono con attenzione la vicenda. L’intento della produzione è perfettamente riuscito. Ora si attendono i risultati del concorso all’interno delle scuole.

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